Skip to content
logo-antenati

Portale Antenati

Gli Archivi per la Ricerca Anagrafica
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo
DIREZIONE GENERALE ARCHIVI
  • Le Portail
    • Mode d’emploi
    • Demandes de certificats
    • FAQ
    • Historique du projet
    • Dernières archives publiées
    • Index de noms ont été publiés
    • Participez au projet
  • Explorez les Archives
  • Outils
    • Guide de recherche
    • La recherche généalogique
    • Sources dans les archives de l’État
    • Glossaire
    • Dictionnaires historico-géographiques pré-unitaires
    • Publications numériques
    • Bourses de recherche
  • Histoires de familles
    • Lisez les histoires de familles
    • Racontez votre histoire
    • Du registre à l’Histoire
    • Archive audiovisuelle de la Mémoire des Abruzzes
    • CSC – Archives nationales du cinéma d’entreprise
    • Vies filmées à partir de l’archive nationale du film de famille
    • Superoptimistes – Archive régionale du film de famille
    • Cinescatti – Laboratoire 80
    • Société Humanitaire – Cinémathèque de la Sardaigne
    • Fondo Filmico Torri
  • Nouveautés
  • FAQ
  • Français
HomeStorie di famigliaAntonella Albore

Autore : Antonella Albore

Una vecchia cappelliera marrone, di quelle antiche, di cartone… da piccola era sempre un piacere aprirla e sfogliare le vecchie foto di mia nonna, che, a quei tempi, mi raccontava di persona “i fatterelli” legati a quelle immagini.

Ora sono pensionata e con piacere le ho riscoperte, cercando di dare un nome, delle date, un luogo… e così si sono rianimate. Con pazienza ho ricostruito le nascite, i matrimoni, le morti… si è aperto un mondo fino ad allora sconosciuto.

Scetáteve, guagliune ‘e malavita

Ca è ‘ntussecosa assaje sta serenata

Io sóngo ‘o ‘nnammurato ‘e Margarita

Ch’è ‘a femmena cchiù bella da ‘Nfrascata

(Libero Bovio, Guapparia)

Orsola Bruno forse non sarà stata “a’femmena cchiù bella da ‘Nfrascata”, ma certamente lo era agli occhi di Antonio De Cesare, che la scelse per sé, e visse a lungo con lei e i loro otto figli in questa strada, intorno al 1806.

I due erano nati all’incirca nel 1780.

In origine, la strada dell’Infrascata era un’ombrosa e impervia salita, fra alberi e arbusti, con un gran traffico di carretti e contadini che portavano derrate alimentari alle case signorili. Nel quartiere Avvocata, questa strada congiungeva il popolare centro storico con il nuovo quartiere del Vomero, dove la nobiltà̀ si era fatta costruire ville e palazzi. Dal 1869, i napoletani identificarono “l’Infrascata” con via Salvator Rosa.

Il trisavolo Giovanbattista Terzini e con la nonna Ester – la piccola a sinistra – nel 1893

Al tempo di Antonio, probabilmente la strada aveva già̀ perso il suo aspetto “bucolico” e si era ormai riempita di alti palazzi, botteghe, commercianti, bancarelle, con vivace e allegro vociare… Antonio aveva una bottega di calzolaio, dove lavorava insieme ai figli, Vincenzo, Giuseppe e Raffaele. Mentre per le figlie femmine – Irene, Francesca e Maria – aveva avuto progetti diversi: Irene fu la prima a convolare a nozze; l’8 novembre del 1828 sposò un suo coetaneo, Giuseppe Ravallese, un giovane tipografo (« compositore di caratteri”), benestante, da cui ebbe cinque figli.

Mentre nel 1838, Francesca sposò Costanzo Mellino, gioielliere, figlio di una Gusumpaur, antica famiglia di orafi e mercanti in pietre preziose. Lo sposo aveva 40 anni e la sposa 26, e andarono ad abitare a Largo Materdei, casa dei Mellino.

Tuttavia, la famiglia De Cesare poté gioire per poco, poiché qualche anno più tardi, nel 1844, morì Giuseppe Ravallese, lasciando la moglie Irene De Cesare, incinta, con quattro figli piccoli. Due di questi, Nunzia e Carolina, moriranno poco dopo.

Nel 1851, infine, si sposò Maria, a 33 anni, con un calzolaio, Gennaro Saggiomo. Anche loro, purtroppo, persero presto uno dei loro gemelli, Vincenzo.

Degli altri figli di Antonio De Cesare, Giuseppe si sposò nel 1855, ormai quarantottenne, con Luigia Ambrosio, che però morì quattro anni dopo. Si risposò, così, a 53 anni con la vedova Angela Martone, che abitava nel Fondaco Santa Monica, al Cavone, una zona sovraffollata già a quei tempi, oggi corrispondente a via Francesco Saverio Correra – dove, al civico 22, nel 1861 era nato il generale Armando Diaz.

Nel 1853, a 32 anni, il mio avo Raffaele De Cesare sposò Carmela Santangelo, di diversi anni più giovane, che gli darà sette figli. Di questi, Luigi ed Anna moriranno rispettivamente nel 1861 e 1863. Ma l’evento più drammatico accadde nel 1864, quando la giovane moglie Carmela morì a 34 anni, dopo aver vagato da un ospedale all’altro, lasciando il marito con sei figli piccoli: Antonio, Gennaro, Luigi, Anna, Mariano e Concetta.

I bisnonni Giuseppe De Cesare e Carolina Terzini nel 1890

A quel punto, Raffaele decise di lasciare l’attività del padre per seguire quella di orafo del cognato Mellino, marito della sorella Francesca, che fortunatamente si rivelò redditizia. La bottega venne aperta prima nel Borgo Orefici, ma dopo il Risanamento fu trasferita in una traversa di via Toledo.

Nella strada dell’Infrascata c’era una bottega di barbiere, appartenente alla famiglia De Pascale. Fu gestita prima dal vecchio Vincenzo, poi ereditata dai figli Ferdinando e Raffaele, che arrotondavano facendo i “salassatori”.

Ferdinando De Pascale e Michela, vicini di casa e di bottega di Antonio, avevano sei figli. Tre maschi (Vincenzo, Francesco e Pasquale) e tre femmine (Teresa, Maria e Giuseppa).

Dopo pochi mesi dalla nascita dell’ultima rampolla Giuseppa, Ferdinando morì (a causa dell’epidemia di colera del 1854) a soli 43 anni, lasciando la vedova Michela a doversi occupare della numerosa prole. Così entrò in gioco la famiglia De Cesare…

Napule è mille paure,

Napule è a voce de’ criature ,

che saglie chianu chianu,e tu sai ca’ non si sulo…

(Pino Daniele, Naplule è)

Il nostro incisore-argentiere Raffaele De Cesare, anch’egli rimasto vedovo con cinque figli, sposò l’orfana Teresa De Pascale, che si fece carico dei suoi piccoli, dando allo sposo altri cinque pargoli: Giuseppe, Giovanni, Francesco, Assunta ed Eduardo.

La vedova De Pascale riuscirà̀ anche a portare all’altare altre due figlie: Giuseppa e Maria.

Nonna Ester e il suo pianoforte nel 1912

Nel 1877, la prima sposò Gennaro De Cesare, figlio di primo letto di Raffaele. Gennaro faceva il barbiere, ma preferì imbarcarsi da Napoli sulla Tartar Prince il 1° febbraio 1899 con l’amata Giuseppa De Pascale ed i suoi sette figli per cercare fortuna a New York. Maria invece sposò il vedovo Gianbattista Terzini, calzolaio a Borgo Orefici.

Gli altri fratelli, Giuseppe, Giovanni, Francesco, Assunta ed Eduardo prenderanno altre strade: Giovanni partirà per il Belgio, dove, oltre a svolgere la sua attività di “orafo incisore”, sposerà nel 1898 Jeanne Marie Louise Fontaine, dalla quale avrà almeno sei figli. All’inizio del 1900, però, ritornerà nell’amata Napoli.

La saga di questa grande famiglia continua, fra nomi che si ripetono e legami matrimoniali fra parenti.

Il marito di nonna Ester: il nonno Mario Albore nel 1912

ll giovane Giuseppe De Cesare, figlio di secondo letto di Raffaele, che aveva intrapreso con passione l’attività del padre nell’oreficeria, si innamora e sposa la prima figlia di Gianbattista Terzini (il vedovo che aveva sposato Maria De Pascale): sua cugina Carolina, detta Carlotta. Donna simpatica, socievole e concreta, ottima cuoca, ma che non riuscì a dare a Giuseppe tutti i figli che avrebbe voluto… fermandosi alla dolcissima Ester, che dal padre eredita lo spirito artistico, diplomandosi al conservatorio come pianista.

Francesco De Cesare sposò Concetta, restando nel suo quartiere con i suoi due figli maschi: Raffaele e Giuseppe. Assunta non si sposò. Eduardo sposò Gilda.

Da questo momento, la ricostruzione storica si fa personale e nostalgica, legata a racconti e ricordi personali, ma purtroppo meno precisa per mancanza di documenti utilizzabili per via della privacy.

La memoria riporta alla mente affettuose immagini: il grande appartamento a Santa Maria Ognibene, dove ad ogni angolo trovava posto un anziano parente, dove profumi di manicaretti prelibati si alternavano all’odore acre dei colori ad olio usati da zio Peppino per i suoi quadri ottocenteschi.

Nonna Ester e i suoi figli nel 1979: da sinistra Adriana, Italo, Maria e Amergo

Intanto la vita riserva ad Ester altri progetti: non farà mai la concertista, ma sarà moglie affettuosa e madre premurosa. Incontrerà Mario Albore e lo sposerà nel 1920 all’età di 29 anni (quando lui ne aveva 23). Andranno ad abitare insieme ai genitori di lei, Giuseppe e Carolina, nella zona della Stazione Centrale.

Dalla loro unione, nasceranno 4 figli: Maria, Adriana, Italo e Amerigo.

Italo era… il mio papà.

List of published Archives
  • Le Portail
    • Mode d’emploi
    • Demandes de certificats
    • FAQ
    • Historique du projet
    • Dernières archives publiées
    • Index de noms ont été publiés
    • Participez au projet
  • Outils
    • Guide de recherche
    • La recherche généalogique
    • Sources dans les archives de l’État
    • Glossaire
    • Dictionnaires historico-géographiques pré-unitaires
    • Publications numériques
    • Bourses de recherche
  • Histoires de familles
    • Lisez les histoires de familles
    • Racontez votre histoire
    • Du registre à l’Histoire
    • Archive audiovisuelle de la Mémoire des Abruzzes
    • Vies filmées à partir de l’archive nationale du film de famille
    • Superoptimistes – Archive régionale du film de famille
    • Cinescatti – Laboratoire 80
    • Société Humanitaire – Cinémathèque de la Sardaigne
    • Fondo Filmico Torri
  • Nouveautés
  • Explorez les Archives
  • Gestion des données personnelles
  • Politique de gestion des cookies
  • Mentions légales
  • Crédits
  • Contact
dga mic dga logo Istituto Centrale per gli Archivi Sistema Archivistico Nazionale
faq Serve aiuto?

Copyright Antenati 2021

  • Le Portail
    • Mode d’emploi
    • Demandes de certificats
    • FAQ
    • Historique du projet
    • Dernières archives publiées
    • Index de noms ont été publiés
    • Participez au projet
  • Explorez les Archives
  • Outils
    • Guide de recherche
    • La recherche généalogique
    • Sources dans les archives de l’État
    • Glossario
    • Dictionnaires historico-géographiques pré-unitaires
    • Publications numériques
    • Bourses de recherche
  • Histoires de familles
    • Lisez les histoires de familles
    • Archive audiovisuelle de la Mémoire des Abruzzes
    • Du registre à l’Histoire
    • CSC – Archives nationales du cinéma d’entreprise
    • Vies filmées à partir de l’archive nationale du film de famille
    • Superoptimistes – Archive régionale du film de famille
    • Cinescatti – Laboratoire 80
    • Société Humanitaire – Cinémathèque de la Sardaigne
    • Fondo Filmico Torri
  • Nouveautés
  • Français
Utilizziamo i cookies nella pagina per fornirti un'esperienza d'uso migliorata. Cliccando "Accetta tutti" consenti all'uso di tutti i cookies. Altrimenti puoi visitare le impostazioni.
ImpostazioniAccetta tutti
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Enregistrer & appliquer