Aldo Fabrizi (all’anagrafe Fabbrizi) nacque a Roma il 1° novembre 1905, da Giuseppe, vetturino, e Angela Petrucci, fruttivendola a Campo de’ Fiori.
Rimasto precocemente orfano di padre, abbandonò gli studi per contribuire al sostentamento della famiglia, composta dalla madre e da cinque sorelle, tra cui la nota “sora Lella” (Elena Fabrizi).
Nonostante ciò, nel 1928 pubblicò una prima raccolta di poesie, Lucciche ar sole. Poesie romanesche, e parallelamente cominciò a frequentare con continuità l’ambiente teatrale, dapprima interpretando piccoli ruoli nella Filodrammatica Tata Giovanni, poi come macchiettista sulle scene di numerosi palchi italiani, fino a giungere al 1937, quando inaugurò una propria compagnia.
Al 1942 risale l’esordio cinematografico con Avanti c’è posto…, affiancato da Anna Magnani sotto la regia di Mario Bonnard.
Ben presto divenne una presenza stabile sul grande schermo, vincendo anche nel 1950 il Nastro d’argento come migliore attore protagonista nel film Prima comunione.
Seguirono oltre 70 pellicole, tra le quali Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini e numerose altre in collaborazione con il collega e amico Totò – trai più noti: Guardie e ladri (1951), I tartassati (1959), Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi (1960), Totò contro i quattro (1963) – e altre con Peppino De Filippo – Signori, in carrozza! (1951), Accadde al penitenziario (1955) e Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956) –.
Fabrizi divenne così una delle figure centrali della commedia all’italiana, dando vita a personaggi ricorrenti e caratteristici, ispirati alla Roma popolare, come il corpulento, gioviale e brontolone che vestiva gli abiti del piccolo borghese o la divisa da sottufficiale, molto cari al pubblico italiano.
Dopo una breve parentesi come regista, tra gli anni ’60 e ’70 la sua presenza sul grande schermo si fece più diradata. Tuttavia, tornò in ruoli di rilievo in La Tosca (1973) di Luigi Magni e soprattutto in C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola, con un’interpretazione che gli valse il secondo Nastro d’Argento, questa volta in qualità di attore non protagonista.
Nell’ultimo decennio della sua vita, continuò a partecipare a produzioni teatrali e televisive e, nel 1988, ricevette il David di Donatello alla carriera.
Morì a Roma il 2 aprile 1990.
Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1905
L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.
Per approfondimenti sulla figura di Aldo Fabrizi, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Sisto Sallusti.









