Tra Aquino e Galluccio: il filo che unisce l’Italia e il Brasile
Mi chiamo Eduardo Becher de Lima Bernardo, sono brasiliano, nato nell’entroterra dello Stato di San Paolo, ma vivo a Curitiba fin da bambino. Nella famiglia di mio padre, a volte sentivo lui o mia madre accennare al fatto che i “Bernardo” avevano origine italiana. Tuttavia, essendo una famiglia di umili origini, pensavo fosse solo un modo per dare un tocco di fascino europeo alla probabile storia sofferta di una famiglia brasiliana che aveva adottato il cognome Bernardo.
Nel 2023, quando mio nonno, Antonio Bernardo, è morto, ho iniziato a fare qualche ricerca sulla genealogia della famiglia. Ho fatto un test del DNA e il risultato mostrava un 13%-15% di ascendenza dell’Italia centro-meridionale, il che ha acceso ancora di più la mia curiosità nel voler indagare la storia dei Bernardo.

Mio padre mi ha aiutato con i documenti di mio nonno e ho scoperto che la mia bisnonna “Celeste” in realtà si chiamava “Pasqualina Caserta”: ho così capito da dove provenisse l’origine italiana del nostro ramo “Bernardo”. Ma perché Celeste? Semplice: il suo nome di battesimo era “Pasqualina Celeste”, per distinguerla dalla sorella, anche lei “Pasqualina”.
In ogni caso, è stato facile trovare online i registri della bisnonna: era nata nell’entroterra di San Paolo alla fine degli anni Venti, figlia di “Antonio Cazerta” e “Assumpta Violla”. Più difficile è stato scoprire da quale città provenissero i miei trisnonni. I parenti parlavano di Calabria, Napoli… sapevo dunque che era nel sud. Antonio Caserta – questo era il suo nome corretto -, nei registri brasiliani, risultava figlio di “Domingos Cazerta” e “Paschualina Brachale” o “Paschualina Brazol”: chiare versioni brasilianizzate, con errori tipici che solo un ufficiale brasiliano, ascoltando il dialetto del sud Italia, avrebbe potuto trascrivere.

Assunta Violo era figlia di “Eleuterio Violla” e “Celeste Marcella”. Ho cercato instancabilmente in vari siti, parlato a lungo con parenti lontani e proprio quando stavo per perdere la speranza di trovare i registri al di fuori del Brasile… ho trovato un’associazione della città di Aquino che aveva avviato un progetto bellissimo: costruire un albero genealogico per l’intera città. Ed eccolo lì: Antonio Caserta, nato nel 1886, figlio di Domenico Caserta e Pasqualina Bracciale. Ho provato un sollievo ancestrale, come un bambino che prende coscienza di sé e del mondo.
Dopotutto, lì, nella terra della famiglia di San Tommaso d’Aquino, c’era la prova chiara di un’esistenza della quale porto il sangue nelle vene… ma non tutto mi era ancora completamente chiaro. Dovevo trovare il registro, ed è lì che il portale Antenati mi ha salvato. Ho cercato “Aquino”, ho aperto il libro delle nascite del 1886 e lì c’era il mio trisavolo.
Naturalmente non mi sono fermato: ho consultato quasi tutti i registri digitalizzati sul Portale e ho trovato anche la sorella del mio trisnonno, Mariantonia Caserta.

Mi sono innamorato della città di Aquino, della sua cultura, storia e gente. E la mia trisavola Assunta? Ho cercato ad Aquino e non ho trovato nulla… ma ho trovato Celeste Marsella, la madre della mia trisavola Assunta. Così, cercando tra i registri ho scoperto che era nata ad Aquino nel 1864, ma senza tracce successive. Approfondendo, ho scoperto che si era sposata a Galluccio con un certo Eleuterio Violo.

Sì, il padre della mia trisavola. Si sposarono nel 1887 e lì nacque la loro figlia Assunta. Ho trovato il registro sul portale Antenati e la ciliegina sulla torta è stata l’annotazione nell’angolo dell’atto: “sposata con Caserta Antonio il 14 marzo 1908, ad Aquino”.
Questo coincideva con la storia di famiglia secondo cui sarebbero arrivati già sposati dall’Italia, tra il 1900 e il 1910.
Da quel momento, il mio cuore ha adottato un’altra città italiana: Galluccio. E così, da brasiliano instancabile alla ricerca delle proprie origini e che porta Aquino e Galluccio nel cuore, ho tormentato i miei parenti finché non ho trovato una foto di Antonio e Assunta.
Eccoli qui, davanti al Monumento dell’Indipendenza del Brasile, tra il 1940 e il 1950, insieme alle figlie Costantina e Pasqualina, ai generi e ai nipoti. Assunta è la prima donna a destra, accanto a lei c’è Antonio con il cappello, vicino al genero, poi le figlie, l’altro genero in fondo e, sotto, i nipoti.
Lascio qui il mio ringraziamento al Portale Antenati, che ha reso possibile, grazie a un team straordinario con un progetto meraviglioso, un sogno e l’orgoglio di un brasiliano che porta anche sangue italiano. Un abbraccio a tutti, in particolare alle amate città di Aquino e Galluccio, che devo visitare prima di morire: è una promessa!

Antonio morì a Catanduva, São Paulo, l’8 dicembre 1950 e Assunta a Itajobi, São Paulo, il 16 novembre 1965, ma lasciarono in eredità il sangue contadino italiano ai figli, ai nipoti, ai pronipoti, ai trisnipoti, ai quadrisnipoti e a tutti i loro discendenti.
Sono molto orgoglioso di questo sangue, lo stesso che scorreva nelle vene delle braccia che hanno nutrito l’Italia e il Regno delle Due Sicilie nell’antica Terra di Lavoro… persone che riconoscevano negli altri gruppi che lavoravano nelle piantagioni di caffè brasiliane la stessa sofferenza e, al tempo stesso, la stessa ammirazione per il lavoro ben fatto, per la semplicità e per l’amore verso la famiglia. Alla fine, forse “Bernardo” non è il mio cognome di origine italiana, ma i “Bernardo” che discendono da Pasqualina (oppure “Pascoalina) Celeste Caserta portano sicuramente con sé questo orgoglio.