Emilio Segrè (1905-1989)
Emilio Gino Segrè nacque a Tivoli, in provincia di Roma, il 1° febbraio 1905*, all’interno di una famiglia ebrea, agiata e culturalmente attiva. Il padre, Giuseppe, era dirigente di industrie cartiere operanti a Roma, mentre la madre, Amelia Susanna Treves, era figlia di un noto architetto fiorentino.
Dopo gli studi classici, si iscrisse alla facoltà di Ingegneria, che frequentò con scarso entusiasmo e profitto. Fu l’incontro con Enrico Fermi a segnare una svolta decisiva nel suo percorso scientifico: attratto dalla fisica teorica e sperimentale, decise di cambiare corso di studi, laureandosi in Fisica nel 1928 presso l’Università di Roma. In quegli anni entrò a far parte del celebre gruppo de’ “i ragazzi di via Panisperna”, con il quale collaborò a numerose ricerche che contribuirono in modo determinante a uno dei periodi più fecondi della fisica italiana del Novecento.
Subito dopo la laurea e il servizio di leva, Segrè iniziò a dedicarsi interamente alla ricerca scientifica.
Tra il 1932 e il 1936 fu assistente professore a Roma, per poi trasferirsi a Palermo, dove assunse la direzione dell’Istituto di Fisica dell’Ateneo. Fu proprio durante il periodo palermitano che compì una delle sue scoperte più rilevanti: l’identificazione – insieme a Carlo Perrier – del tecnezio, il primo elemento chimico ottenuto artificialmente dall’uomo, una scoperta di enorme rilievo, che aprì nuove prospettive nella comprensione della struttura della materia e trovò successivamente importanti applicazioni in ambito medico, in particolare nella diagnostica nucleare.
Nel 1937, Segrè si recò negli Stati Uniti per approfondire le proprie ricerche presso il Radiation Laboratory di Berkeley, in California. L’emanazione delle leggi razziali in Italia nel 1938 gli impedì di rientrare nel Paese, costringendolo di fatto a un esilio scientifico che sarebbe diventato – per sua scelta – definitivo. Negli Stati Uniti, infatti, proseguì con successo la propria carriera accademica, ottenendo la cittadinanza statunitense nel 1944.
Durante il periodo della Seconda guerra mondiale, partecipò al “progetto Manhattan”, collaborando nei laboratori di Los Alamos alla realizzazione delle prime bombe atomiche. Terminato il conflitto, nel 1946 fece ritorno in California e nel 1955 si stabilì definitivamente nei pressi di Lafayette.
Nel dopoguerra le sue ricerche si concentrarono sui problemi di fisica nucleare e di fisica delle particelle elementari. Tra i risultati più significativi, spicca la scoperta dell’antiprotone, che nel 1959 gli valse il premio Nobel per la fisica.
Nel 1974, rientrò in Italia per ricoprire la cattedra di fisica nucleare presso l’Università “Sapienza” di Roma. Tuttavia, raggiunta l’età pensionabile, dopo circa un anno decise di ritirarsi nuovamente in California, dove continuò a dedicarsi allo studio, alla divulgazione scientifica e alla riflessione storica sullo sviluppo della fisica del Novecento .
Emilio Segrè morì il 22 aprile del 1989 a Lafayette.
Le sue spoglie oggi riposano presso il cimitero di Tivoli.
Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano (registri dei comuni) > Tivoli > 1905
L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.
Per approfondimenti sulla figura di Emilio Segrè, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Giovanni Battimelli
* La data di nascita di Emilio Segrè è talvolta erroneamente indicata come 30 gennaio; in realtà – come si può osservare dall’atto di nascita – nacque il 1° febbraio 1905, mentre la registrazione anagrafica avvenne il 5 dello stesso mese.
