Giuseppe Bottai (1895-1959)
Giuseppe Bottai nacque a Roma il 3 settembre 1895, da Luigi, commerciante di vini, ed Elena Cortesia.
Con lo scoppio della Grande Guerra interruppe gli studi per arruolarsi volontario al fronte, distinguendosi in diverse azioni belliche che gli valsero la medaglia di bronzo al valor militare. Terminato il conflitto, conseguì la laurea in Giurisprudenza e iniziò a coltivare una spiccata inclinazione letteraria e giornalistica, collaborando con la redazione del Popolo d’Italia e con la direzione della rivista Roma futurista.
Eletto deputato nel 1924, fu nominato sottosegretario nel 1926 e, dal 1929 al 1932, ricoprì l’incarico di ministro delle Corporazioni, contribuendo in modo rilevante all’elaborazione della Carta del Lavoro (1927). Parallelamente all’attività politica e giornalistica, a partire dal 1930 intraprese la carriera accademica, ottenendo la cattedra di Diritto corporativo prima all’Università di Pisa e, dal 1936, all’Università di Roma.
Il 22 novembre 1936, Bottai assunse la guida del Ministero dell’Educazione nazionale, che mantenne fino al 1943. Durante il suo mandato promosse un’incisiva riforma dell’intero sistema scolastico, volta a favorire un accesso più ampio all’istruzione, e si fece promotore di provvedimenti di grande rilievo nel campo della tutela del patrimonio culturale e artistico. Tra questi spiccano: l’aumento delle Soprintendenze da 28 a 58, con una più razionale distribuzione territoriale e delle competenze; la regolamentazione delle norme relative a ritrovamenti, riproduzioni, esportazioni ed espropriazioni di beni artistici; la promulgazione della nota legge Bottai (l.n. 1089 del 1° giugno 1939), ovvero la prima normativa organica per la salvaguardia delle cose di interesse artistico e storico, a cui si aggiunse la l.n. 1497 del 29 giugno 1939, volta alla “tutela delle bellezze paesistiche”; infine, dispose la creazione dell’Istituto Centrale per il Restauro (l.n. 1240 del 22 luglio 1939).
A partire dagli anni Quaranta, i suoi rapporti con Mussolini iniziarono a incrinarsi. Dopo il 1943 fu costretto a nascondersi e, nel processo di Verona, venne condannato a morte in contumacia. Il 4 luglio 1944 l’Alta Corte di giustizia lo privò della cattedra universitaria e lo condannò all’ergastolo.
Amnistiato nel 1947, poté rientrare in Italia il 2 agosto 1948 e, pur reintegrato nei ruoli universitari, nel 1951 chiese di essere collocato a riposo.
Due anni più tardi fondò la rivista di critica politica ABC, che diresse fino alla morte, sopraggiunta a Roma il 9 gennaio 1959.
Puoi consultare l’atto di nascita sul Portale Antenati: Archivio di Stato di Roma > Stato civile italiano > Roma > 1895
L’originale è conservato presso l’Archivio di Stato di Roma.
Per approfondimenti sulla figura di Giuseppe Bottai, vedi la voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Sabino Cassese.
