La colección de películas recorre la vida de la familia Gandini entre finales de los años 20 y principios de los 40, en las distintas ciudades en las que la familia, debido al trabajo del cabeza de familia, vivía: en Cagliari, en Incisa Val d’Arno (FI), en Tregnago (VR), en Addis Abeba (Etiopía), en Modugno (BA) y en Alzano Lombardo (BG), así como los lugares donde la familia pasaba sus vacaciones, en particular en Rota Fuori, una aldea de Rota Imagna (BG), y en Tregnago, donde la familia Gandini había comprado en los años 30 una casa para pasar el verano. Traducción realizada con la versión gratuita del traductor www.DeepL.com/Translator
El trabajo en profundidad ha sido posible gracias a las entrevistas concedidas entre 2017 y 2018 por dos de los hijos del cineasta, Piero Augusto y Elena Gandini.
Es posible recorrer la historia de la familia Gandini a través de la edición en vídeo del fondo fílmico de Augusto Gandini creada con el software Klynt.
(textos editados por Karianne Fiorini)
Francesco Vicuna (Napoli, 1827-1900) Capitano di fregata
La prima volta che ho visto un albero genealogico, o quantomeno qualcosa di simile, è stato a casa di mia nonna, quando avevo circa otto anni. Nonna era già morta da tempo, e nello svuotare la casa con mia madre, mi capitò sott’occhio un brogliaccio di fogli in cui a partire dalla nonna si arrivava, all’indietro e con appunti scritti a penna, a nomi addirittura di papi.
Mia madre, come me napoletana, non ne era più di tanto al corrente ma mi raccontò quello che ricordava dei racconti della madre. Tuttavia non riuscì a soddisfare tutte le curiosità che, già da bambino, mi erano sorte.
Da quel momento in poi, mi ha sempre interessato ricostruire il mio albero genealogico, e le ragioni per cui i miei avi avevano deciso di trasferirsi a Napoli (i miei genitori sono nati lì, ma non i miei nonni, tutti di altre città). Col tempo, questo mio interesse si è sviluppato in vari appunti presi su pezzi di carta, dopo poco abbandonati, essendo ancora io un ragazzo e non avendo modo di organizzare meglio le chiacchierate con i miei.
Una decina di anni fa mi sono accorto dell’esistenza di un portale online dove poter caricare gli alberi genealogici, e condividerne i contenuti. Lì è cominciata la mia vera ricerca, perché caricando le informazioni datemi dai miei genitori, ho ottenuto qualche incrocio con altri alberi e ho cominciato a sapere di più. Ho scoperto che da parte materna ho degli avi spagnoli, e che invece la famiglia paterna era interamente originaria dalla Campania, da diverse città.
Non avevo però molti dati, solo qualche nome, utili per arrivare a tre, quattro generazioni addietro.
Antonio Carullo (Avellino, 1852 – Ariano Irpino, 1931)
Contemporaneamente, lavorando non avevo il tempo di fare ricerche sui luoghi, i cimiteri e gli altri archivi. Ma ecco che qualche anno fa un altro appassionato di genealogia mi segnala la splendida iniziativa del Ministero per i beni e le attività culturali, che, con il Portale degli Antenati, oltre alla pubblicazione delle immagini dei registri di stato civile, avevano avviato anche l’indicizzazione degli stessi atti. Comincio a fare ricerche, prima con il “Trova i nomi” e poi di persona con lo “Sfoglia i registri”, e oggi, dopo vari anni di impiego del mio tempo libero per queste ricerche, ho ottenuto risultati notevoli.
Grazie ai documenti dell’Archivio di Stato di Avellino, ho ricostruito la mia linea paterna fino a fine Settecento (trovando ad esempio conferma di quanto mi raccontava mio padre, circa l’alternanza per tante generazioni dei nomi Costantino e Antonio), rintracciando gli atti di nascita, matrimonio e morte di vari antenati di cognome Carullo, dei loro fratelli e sorelle, e scoprendo che in passato i Carullo sono stati guardafili telegrafici e, prima ancora, “seggiolari”.
Grazie ai documenti dell’archivio di Stato di Chieti, ho ricostruito anche la linea paterna di mio nonno materno fino a fine Settecento, scoprendo ad esempio che i miei antenati vivevano a Ortona ed erano “maccaronari”…(da qui forse la mia passione per la pasta!).
Grazie ai documenti dell’Archivio di Stato di Napoli, ho scoperto che la linea paterna di mia nonna materna è fatta di militari dell’esercito venuti a Napoli con i Borboni, e risalendo all’indietro sono arrivato in Spagna, nei Paesi Baschi, dove ha origine la famiglia Vicuna (cognome di mia nonna).
Caricando tutti questi dati sul mio albero, ecco spuntare tanti incroci con altre persone, altri alberi, ed eccomi risalire fino ai famosi papi che mi ispirarono da piccolo….antenati dei Vicuna.
La ricerca nel Portale degli Antenati, che è andata avanti per diversi anni, cercando negli atti di stato civile, è stata dunque per me fondamentale per coprire il periodo dalla prima metà del Novecento, dove arrivavano i ricordi dei miei genitori, alla fine del Settecento, fin dove si spinge l’Archivio, e mi ha permesso poi di lavorare anche tramite altri canali, anche andando più a ritroso nel tempo, dandomi una solida conoscenza di quel periodo.
Non vedo l’ora che vengano caricati i registri di stato civile conservati negli archivi di Stato di altre province (più si va indietro, più le parentele si ramificano e si diffondono in vari posti, ad esempio vorrei sfogliare Caserta per il ramo della mia nonna paterna) per poter consultare altri documenti e scoprire nuove cose da inserire nel mio albero!
La colección de películas recorre la vida de la familia Cecchetti entre la segunda mitad de los años 50 y principios de los 90, en varios lugares de Italia, y en particular en Quarna Sotto (VB), donde la familia Cecchetti pasaba la mayor parte de su tiempo libre a lo largo de las estaciones y los años.
Desde su juventud, Giorgio Cecchetti se interesó por salvaguardar las tradiciones de la comunidad agrícola de Quarna. En la década de los 70 realizó también breves documentales de aficionado en formato Super8, para documentar las actividades agrícolas y artesanales de Quarna que estaban destinadas a caer en el olvido y, de este modo, intentar salvaguardar la memoria de la comunidad de Quarna.
Giorgio Cecchetti (1928-2010) comenzó a filmar en 1956, intrigado por la práctica cinematográfica de su cuñado Augusto Caccini, y continuó hasta 1991. Rodó todas sus películas en formatos de 8 mm y Super8.
El trabajo en profundidad ha sido posible gracias a las entrevistas concedidas entre 2017 y 2018 por las tres hijas del cineasta, Chiara, Silvia y Valeria Cecchetti.
Es posible recorrer la historia de la familia Cecchetti a través de la edición en vídeo de la colección de películas de Giorgio Cecchetti creada con el software Klynt.
(textos editados por Karianne Fiorini)
Las imágenes, impresas principalmente en película Pathé Baby de 9,5 mm, dan testimonio de los veranos, pasados en la costa sorrentina, de una familia napolitana de clase media alta y sus amigos. Entre paseos por el centro de la ciudad, bromas en la playa y excursiones a los pueblos de los alrededores, Salvatore Cilento ofrece una visión transversal de la burguesía de Campania a lo largo de los años treinta.
De particular interés son también las instantáneas tomadas por Salvatore en Nápoles, donde la familia Cilento tenía su residencia principal, y en Secondigliano, donde el padre de Salvatore poseía una fábrica.
El usuario puede explorar la colección de películas a través de una amplia selección de secuencias rodadas por Salvatore Cilento. El material fílmico digitalizado puede consultarse por orden cronológico o a través del menú. Textos breves, insertados en títulos, pies de foto o superpuestos a imágenes, introducen, contextualizan y dan indicaciones precisas sobre personas, lugares y situaciones. La información se recopiló mediante una minuciosa labor de investigación, documentación y catalogación. L’editing e il montaggio video sono stati effettuati con il software Klynt.
(texto editado por Chiara Petrucci)
La vida y las pasiones de Enrico Bagni están plasmadas en películas de 8 mm y Super8. De las películas, rodadas exclusivamente por Enrico, surge un vívido retrato de la personalidad del autor y de la ciudad y el contexto social que le rodean. Nacido en Reggio Emilia en 1921, Enrico Bagni regresó aquí en 1951 con carácter permanente tras encontrar empleo en Officine Meccaniche Fratelli Lombardini. Gracias a su nuevo trabajo, Enrico consiguió adquirir la tan deseada cámara y así empezó a filmar sus pasiones y los principales acontecimientos de su ciudad natal. Además de las imágenes familiares, las películas ofrecen testimonios inéditos de la evolución y los cambios en la vida de Reggio Emilia. Entre otros: la filmación del Giro de Italia de 1952 en la que se vislumbra el rápido paso de Fausto Coppi; la exposición sobre «Productos típicos de Reggio Emilia y mecánica en la agricultura» celebrada en los jardines públicos de la ciudad en 1955 y visitada por el entonces Ministro de Agricultura Giuseppe Medici. También son de gran interés las numerosas películas que Enrico dedica a documentar su pasión por las montañas y el alpinismo. Desde la escalada hasta el esquí de montaña, pasando por las excursiones más sencillas, estas películas constituyen un importante documento sobre la historia y las prácticas del alpinismo y las actividades organizadas por el C.A.I. (Club Alpino Italiano), del que Enrico era miembro.
El usuario puede explorar el trasfondo fílmico a través de una amplia selección de secuencias rodadas por Enrico Bagni. El material fílmico digitalizado puede consultarse por orden cronológico o a través del menú. Textos breves, insertados en títulos, pies de foto o superpuestos a imágenes, introducen, contextualizan y dan indicaciones precisas sobre personas, lugares y situaciones. La información se recopiló mediante una minuciosa labor de investigación, documentación y catalogación. L’editing e il montaggio video sono stati effettuati con il software Klynt.
(texto de Ilaria Ferretti)
Pagamento di Giuseppe Lafuenti per il 1689
Nelle vicende di molte famiglie si nascondono perle di cronaca locale, a volte anche eventi storici, che solo la trasmissione orale conserva. Oggi lo studio scientifico e sistematico della genealogia fa sì che queste notizie non si perdano nell’oblio, tramite la ricerca e lo studio dei documenti anagrafici.
Essi non solo testimoniano la sequenza di date e eventi personali, ma ci consegnano la documentazione di come si viveva nei secoli passati e quali erano le vicende che li hanno caratterizzati. Tanto più veloce è il ritmo della vita moderna, tanto più necessario è il bisogno di recuperare le notizie dei nostri avi dai documenti che li riguardano.
Ho vissuto i primi anni della mia gioventù a Brindisi, città antica con una storia millenaria e ho cominciato presto a chiedermi come mai la mia famiglia avesse un cognome di evidente origine non italiana. La curiosità aumentò notevolmente quando, frequentando da studente liceale la Biblioteca provinciale di Brindisi, l’allora direttore leggendo il mio cognome da una richiesta di prestito librario mi disse: “Ciao Giannizzero” aggiungendo “Tu sei sicuramente un discendente di uno dei soldati spagnoli presenti a Brindisi in epoca Vicereale
Giannizzero? Cos’era mai? Cosa voleva dire? Che storia si portava dietro questo modo di dire?
La casa di mio nonno sorgeva nei pressi della Biblioteca arcivescovile De Leo e sapevo che là si conservavano i libri dei battesimi, dei matrimoni e delle morti di tutti coloro che negli ultimi secoli avevano ricevuto quei sacramenti nella Cattedrale. Sapevo anche che tutti i miei parenti dalla parte paterna avevano vissuto nelle case di proprietà della Curia adiacenti alla Chiesa stessa. L’allora bibliotecario mi accolse paternamente quando titubante mi presentai davanti al suo ingresso per soddisfare la mia curiosità. A quell’uomo così austero, che a me incuteva un certo timore reverenziale, non pareva vero che un ragazzo di 16 anni decidesse di passare parte del suo tempo libero tra gli scaffali polverosi di quella biblioteca. Mi emozionava e lasciava senza fiato, come tuttora, il pensiero che quella sfilza di nomi elencati in quei documenti erano appartenuti a miei lontani parenti nati in quei luoghi, che vi avevano trascorso tutta la loro esistenza, nella maggior parte dei casi fuggevole.
Da quel periodo all’inizio degli anni Settanta, ho passato molto tempo in quella biblioteca, frequentata da molte meno persone di quelle che meriterebbe, dove ho avuto la conferma che noi Lafuenti, come altre famiglie quali i Piliego, Scivales, Martinez, Lopez… venivamo etichettati dai “veri” brindisini, un po’ per dileggio un po’ per riverenza servile, col termine giannizzeri(jannizzi, nel dialetto locale), in quanto li riconoscevano come discendenti dei soldati spagnoli che al termine dell’occupazione scelsero di rimanere a Brindisi. I giannizzeri costituivano un corpo scelto di truppe a piedi dell’Impero ottomano e con quel nome la popolazione locale assimilava i soldati spagnoli che la avevano dominata per più di duecento anni a quelli saraceni che li avevano preceduti negli stessi luoghi secoli prima.
Per verificare la mia ascendenza cominciai così a consultare i vari Libri Baptizatorum, Matrimoniorum, Mortuorum,Confirmatorum e gli Stati delle anime conservati nella Biblioteca e ampliai la ricerca dirigendomi nel locale Archivio di Stato, dove presi visione dei registri di Stato Civile.
A questo punto vorrei sottolineare che non sono un genealogista di professione ma, attratto dapprima da motivi personali, sono divenuto poi un grande appassionato di ricerca genealogica. Nei primi anni ho proceduto a ritroso nel tempo, fino ad arrivare all’avo spagnolo che aveva dato origine alla discendenza in terra brindisina: fu per me una grande emozione quando lessi il suo nome sia nel suo atto di matrimonio che in quello di morte. Era un giovane ufficiale dell’esercito spagnolo e arrivai facilmente a lui a partire dai dati del mio nonno paterno (nascita e matrimonio), tramite quelli di suo padre, il mio bisnonno, procedendo sempre per via maschile per altre 5 generazioni; facilmente, in quanto per due secoli constatai che effettivamente la famiglia aveva vissuto sempre nei pressi del Duomo. Egli era il primo che negli atti di matrimonio (1709) e morte (1723) non veniva indicato come marinaro o pescatore ma come soldato spagnolo. Scoprii tra l’altro che il suo matrimonio era avvenuto per procura e che il militare era stato rappresentato dal fratello della sposa poiché si trovava impegnato nel Ducato di Milano, ove prestava servizio.
Negli anni successivi le mie ricerche hanno preso due direzioni: quella che mi sta ancora impegnando più attivamente è la ricostruzione di tutti i rami familiari discendenti da quest’avo comune per completare il mio albero genealogico oltre che con gli avi del ramo paterno anche con quelli del ramo materno, risalendo a a ritroso nel tempo in un lavoro quasi improbo, ma che mi sta dando enormi soddisfazioni e mi ha portato a scoprire ascendenze che non avrei mai immaginato prima. Ho avuto modo di frequentare e frequento ancora, quando posso, Archivi di Stato e parrocchie di diverse città, dove ho incontrato funzionari e prelati con atteggiamenti assai diversi; alcuni con una disponibilità enorme, altri con una certa ritrosia a concedermi la consultazione dei vari documenti da me richiesti. Tra l’altro sto cercando di fare la stessa cosa con la famiglia di mia moglie.
La seconda attività ha carattere storiografico, anche se ancora una volta voglio sottolineare che non sono uno storico di professione. Facendo ricorso anche a fonti archivistiche differenti da quelle utilizzate in genere dai genealogisti, sono riuscito a ricostruire in maniera più precisa possibile la storia delle famiglie di origine spagnola che hanno vissuto nei secoli seguenti la fine della dominazione spagnola in Italia e dare notizie più certe ai vari “giannizzeri” in una conferenza che ho tenuto a Brindisi nel 2006, su invito dell’Archivio di Stato.
Famiglia Viscardi Agazzi
Fin da quando ero una ragazza ho manifestato curiosità per la storia della mia famiglia. In particolare, mi interessava ricostruire il mio albero genealogico e le ragioni per cui i miei avi decisero di venire in Uruguay. Col tempo questo mio interesse si consolidò fino a quando decisi di iniziare a investigare sul mio passato. Non avevo all’inizio molti dati da cui partire, solo una manciata di nomi e, soprattutto, la mia famiglia non aveva conservato memoria della regione italiana da cui proveniva. Ho cercato dapprima nel cimitero, poi presso l’ufficio di Stato civile e successivamente presso i Patronati per gli italiani emigrati e i loro parenti, l’Ufficio nazionale dell’emigrazione e infine presso le numerose chiese. Dopo diverse battute d’arresto ho finalmente trovato un certificato contenente un punto chiave: la mia famiglia era originaria di Bergamo.
Questa ricerca è iniziata più di 10 anni fa e mi ha consentito di ricostruire la storia della mia famiglia attraverso le conversazioni con i mei parenti, che avevano conservato nella loro memoria molte storie affascinanti, ma è stato soltanto con l’aiuto del Portale degli Antenati che ho raccolto tutte le informazioni di cui avevo bisogno. Giovanni Angelo e Giovanni Pietro Viscardi salparono per l’America nel 1880. A bordo della nave essi incontrarono Rachele e Anna Maria Agazzi, sorelle che stavano viaggiando con i loro fratelli e genitori. Una volta giunti al porto di Santos, in Brasile, Giovanni Angelo sposò Rachele e Giovanni Pietro sposò Anna Maria. Dopo aver passato un po’ di tempo lavorando alla costruzione della ferrovia, i miei bisnonni decisero di andare in Uruguay insieme alla famiglia Agazzi. Subito dopo Pietro e Anna Maria decisero di ritornare a Bergamo.
Ho sempre saputo che una parte della famiglia era ritornata in Italia ma non conoscevo nient’altro che i loro nomi. La ricerca nel Portale degli Antenati, che è andata avanti per diversi mesi, cercando negli atti di stato civile dei diversi comuni pubblicati e sfogliando migliaia di immagini di registri, mi ha consentito di trovare l’atto di nascita di uno dei figli di Pietro e Anna Maria. Così sono venuta a conoscenza del loro nome di battesimo e, cosa ancora più importante, del comune di origine della mia famiglia, cioè Almenno San Bartolomeo. Da quel momento ho iniziato a contattare le persone il cui cognome era Viscardi nel comune di Almenno, cercando di rintracciare i discendenti di Pietro e Anna Maria … e con mia grande sorpresa tutti i Viscardi nel paese erano imparentati! Dopo il primo indizio ne sono arrivati molti altri e alla fine ogni tassello ha trovato il suo posto, come in un grande puzzle. Ringrazio il Portale degli Antenati per avermi consentito di ricostruire i nostri legami e la storia della mia famiglia, che era stata dimenticata da più di 90 anni.
Las imágenes privadas de los Lombardi, una familia italiana que emigró a Estados Unidos, donde hicieron fortuna con una empresa de construcción. Las películas, en 16 mm, se rodaron en Filadelfia, ciudad de residencia de los Lombardi, Ventnor, localidad de Nueva Jersey donde la familia solía pasar las vacaciones, Washington DC, donde se filman las obras de construcción de «Joseph Lombardi & Sons», y sobre todo Italia, país de origen de Joseph Anthony Lombardi. Su hijo Dominic está casi siempre detrás de la cámara. La colección de películas, de hecho, da testimonio de la vida de una familia de origen italiano que emigró a Estados Unidos a finales del siglo XIX desde Fornelli, un pequeño pueblo de Molise. El regreso a la Italia de los años 30, a la que los Lombardi llegaron en barco junto con su coche de lujo, está ampliamente documentado y revela la profunda conexión con su tierra natal y su redescubrimiento.
L’utente può esplorare il fonEl usuario puede explorar la colección de películas a través de una amplia selección de secuencias rodadas por los Lombardi.do filmico attraverso un’ampia selezione delle sequenze girate dai Lombardi. Es posible ver el material fílmico digitalizado en orden cronológico o a través de un menú, subdividido en 15 clips con una duración total aproximada de 2 horas. Los textos breves, insertados en los títulos, subtítulos o superpuestos a las imágenes, introducen, contextualizan y dan información precisa sobre personas, lugares y situaciones. La información se recopiló mediante una minuciosa labor de investigación, documentación y catalogación. L’editing e il montaggio video sono stati effettuati con il software Klynt.
(textos editados por Karianne Fiorini)
Las películas amateurs de un periodista siciliano residente en Torino desde el 1932. En aquel año La Colla compra una cámara de 8mm, con la que graba muchos momentos de su vida, su trabajo o su tiempo libre: durante 10 años en su lugar de trabajo -la Gazzetta del Popolo-, en otros lugares de Torino, en Roma mientras visita a su prometida Adriana Panini, con la que se casa en el 1934 (y con la que tendrá dos hijos, Vito y Marco), en Orbetello, donde Italo Balbo parte para cruzar el Atlántico en avión, en Sicilia, dónde visita a sus parientes, en algunos países europeos, durante viajes de trabajo y placer, y en el frente de guerra, en Yugoslavia, donde tras el 8 de Septiembre de 1943 le confiscan la cámara. Las películas de Nicolò La Colla representan la mirada de un hombre de su tiempo, partidario de la Italia fascista de los años 30, apasionado por las nuevas tecnologías y miembro del movimiento internacionalista del Esperanto.
El usuario puede explorar la colección a través de una amplia selección de secuencias rodadas por La Colla. Es posible ver el material fílmico digitalizado, subdividido en 33 clips con una duración total de más de 3 horas, por orden cronológica o a través del menú. Los breves textos, insertados en los títulos, en las explicaciones o sobreimpresionados, introducen, contextualizan y dan indicaciones precisas acerca de las personas, lugares y situaciones que aparecen en las películas. La información ha sido recogida a través de un trabajo de investigación, documentación y catalogación. El montaje y edición del vídeo se ha realizado a través del software Klynt.
(textos realizados por Karianne Fiorini)
La vida impresa en película del topógrafo Angelo Selleri, su esposa Adele Messieri, maestra, y sus tres hijos. En las películas de la familia Selleri, casi exclusivamente películas de 8 mm realizadas por Angelo, surge un vívido retrato de personas de clase media que observan y documentan el mundo al que pertenecen. Además de imágenes de la vida familiar en Bolonia y en algunas estaciones balnearias y de montaña, son de especial interés algunas películas centradas en rituales cotidianos, lugares y actividades laborales. Entre otros: la pesca en la laguna veneciana, el aeropuerto de Bolonia en 1962, los arrozales de Campotto d’Argenta con los arroceros trabajando, a principios de los 60, una reunión de mujeres scouts en Pontecchio Marconi, cerca de Bolonia, el puerto de Rávena y el trabajo de los pescadores en sus barcos, vistazos a la refinería SAROM (Società Anonima Raffinazione Oli Minerali), el eclipse total de sol de 1961 cerca del Observatorio Astronómico de Bolonia, la estación astronómica de Loiano, el último viaje en tranvía en Bolonia el 3 de noviembre de 1963, la construcción del acueducto de Brisighella, cuyo director de obras fue el propio Selleri, y un día en la escuela infantil Montessori Carducci de Bolonia en 1966.
El usuario puede explorar el trasfondo fílmico a través de una amplia selección de secuencias rodadas por Selleri. El material fílmico digitalizado puede consultarse por orden cronológico o a través del menú. Textos breves, insertados en títulos, pies de foto o superpuestos a imágenes, introducen, contextualizan y dan indicaciones precisas sobre personas, lugares y situaciones. La información se recopiló mediante una minuciosa labor de investigación, documentación y catalogación. L’editing e il montaggio video sono stati effettuati con il software Klynt.